Lunga trattativa al ministero dello Sviluppo economico tra azienda, sindacati e istituzioni locali. Definito il futuro dei 1.500 addetti del sito siderurgico di Portovesme. Entro aprile le manifestazioni di interesse per subentrare nella produzione

ROMA – Accordo raggiunto al ministero dello Sviluppo economico tra Alcoa, governo, sindacati ed istituzioni locali per il sito siderurgico di Portovesme. Intesa che arriva dopo una giornata intensa, di protesta e scontri nel cuore di Roma

L’azienda ha ritirato le procedure per l’avvio della mobilità e si prevede che i lavoratori rimarranno al lavoro fino al 31 ottobre, se non dovessero giungere manifestazioni di interesse per subentrare nella produzione, o fino al 31 dicembre, se invece ci fossero. In ogni caso, scatterà a quel punto per i circa 1.500 addetti dello stabilimento siderurgico la cassa integrazione straordinaria, per la durata di un anno prorogabile eventualmente di altri 12 mesi.

Entro il mese d’aprile dovrebbero giungere al dicastero dello Sviluppo le manifestazioni d’interesse da parte delle aziende propense a subentrare ad Alcoa nella produzione siderurgica nel sito sardo e tra queste in tempi brevi ne sarà prescelta una. Per almeno un anno, poi, l’impianto sarà poi mantenuto in condizioni di efficienza, così da garantire (nel caso del subentro di nuovi azionisti) una pronta ripresa della

 

produzione.

“Da parte del governo, della regione Sardegna e della provincia Carbonia-Inglesias – si legge nel comunicato della Uilm – c’è anche l’impegno a determinare le opere infrastrutturali e a ridurre i costi dell’approvvigionamento energetico e le relative tariffe”.

“Siamo soddisfatti – continua la Uilm – dell’esito del tavolo ministeriale, ma ora la parola passa all’assemblea dei lavoratori siderurgici di Portovesme che si riuniranno nel pomeriggio di giovedì prossimo e che dovranno valutare quanto deciso stasera”.

Accordo promosso, con qualche ombra, anche dalla Cgil: “Si tratta di un’intesa sofferta che non scongiura l’abbandono del sito di Portovesme da parte di Alcoa, ma che mette le basi per il proseguimento della produzione dell’alluminio primario nel nostro Paese”.

L’ipotesi di intesa sarà sottoposta al referendum tra i lavoratori nei prossimi giorni.

fonte: www.repubblica.it