PROPOSTE PER LA SEMPLIFICAZIONE DEL MERCATO DEL LAVORO

L’analisi del Presidente di Fondazione Studi, Rosario De Luca, sulle concrete possibilità di “semplificare” il farraginoso mondo del lavoro Italiano passa attraverso l’individuazione di 6 priorità, che a detta del massimo rappresentante dei Consulenti del Lavoro potrebbero essere attuate con semplici provvedimenti normativi.

in una intervista rilasciata ad ADNKronos il Presidente di Fondazione Studi dichiara: “La ricetta per semplificare il lavoro c’è, basta attuarla con provvedimenti normativi. Per ora, è uno slogan di grande attualità, ma quando si passa dal dire al fare tutto diventa complicato. Per semplificare concretamente, basterebbe seguire le indicazioni dell’Osservatorio del mercato del lavoro dei consulenti del lavoro. Un punto di osservazione privilegiato del mondo del lavoro che ha come base di studio ben 7 milioni di rapporti di lavoro privati, gestiti negli studi dei professionisti, ben oltre due terzi degli esistenti. Semplificare bene si può. Basta volerlo intervenendo chirurgicamente sulle vere complicazioni burocratiche”. 

Le sei proposte di semplificazione anticipate nei giorni scorsi al Corriere Della Sara riguardano:

1) una modifica costituzionale per togliere alle singole Regioni la competenza in materia di lavoro con una conseguente riattribuzione di queste funzione allo stato centrale. questo produrrebbe secondo la Fondazione dei Consulenti del lavoro una semplificazione dei molti istituti che si sono venuti a creare e sovrapporre negli anni.

2) una modifica del contratto di apprendistato che fatica a decollare per via delle troppe procedure burocratiche previste per l’attivazione dei contratti, basti pensare che esistono più di 20 tipologie di contratti di apprendistato. a questo si aggiungono gli obblighi di formazione che i datori di lavoro si impegnano a far svolgere agli apprendisti, resi ancora più macchinosi dal fatto che quasi la totalità delle Regioni non riconosce come valida la Formazione svolta on-line o in aula-remota.

3) abrogazione del Registro Infortuni, in teoria già esistente con l’entrata in vigore del Testo Unico per la Sicurezza – D.Legs 81/08, ma in pratica mai attuata completamente, solo 4 regioni hanno legiferato per la recezione di quanto previsto dalla Legge, nelle altre invece, nonostante una normativa nazionale risalente a 6 anni fa, sono ancora in vigore le sanzioni di migliaia di euro per chi non utilizza una procedura ormai senza senso

4) una modifica della regolamentazione della Cassa Integrazione che attraverso la gestione regionale diventa particolarmente complessa, con 20 diverse modulistiche, 20 diverse regolamentazioni, 20 diverse procedure e obblighi. passare allo stato centrale un settore importante del welfare che “dovrebbe” sostenere i cittadini in difficoltà semplificherebbe di molto l’ammortizzatore sociale in questione.

5) un accentramento nella gestione viene chiesto anche per la formazione professionale che risente di troppe inefficienze degli organismi regionali nelle verifiche dei corsi svolti e del risultato occupazionale legato ai corsi di formazione finanziati

6) Uniformità di regole viene invece richiesta per la previdenza complementare che con oltre 300 Fondi attivi risente di meccanismi e procedure troppo variegate e di non semplice utilizzo

 L’osservatorio nazionale del mercato del lavoro dei consulenti del lavoro ha avanzato proposte serie e concrete forte dell’esperienza quotidiana nella gestione di oltre 7 milioni di contratti di lavoro subordinati nel settore privato, chissà se qualcuno nel governo prenderà spunto per riuscire a migliorare l’attuale quadro normativo di riferimento.