Conciliazione Famiglia-Lavoro nel nostro territorio serve, soprattutto per renderci conto che ciò che hanno fatto interessa tutti.
Martedì 27 Marzo presso la Camera di Commercio di Lecco si è svolto il convegno

relativo alla Conciliazione Famiglia-Lavoro (che correda l’incontro del
2 Marzo scorso); al tavolo dei relatori sono intervenuti il Consorzio
Consolida, il Consorzio Lariano e la Fondazione Pietro Carsana per
descrivere, appunto, come loro hanno creduto e investito nella
conciliazione.

Gabriele Marinoni, presidente del Consorzio di cooperative sociali Consolida
di Lecco, racconta di come nella conciliazione il Consorzio abbia
intravisto un doppio investimento: infatti all’interno del gruppo
esistono sia le necessità dei lavoratori che le risorse per soddisfare
tali richieste.

Grazie alla Legge 53 è stato
possibile facilitare l’utilizzo del par-time reversibile (sostituzione
della persona in part-time), insediare diverse postazioni di telelavoro,
attivare la sperimentazione della banca ore; così come attivare servizi
di lavanderia, spesa a domicilio e servizi educativi per la cura dei
figli nei periodi lasciati scoperti dal servizio scolastico. Servizi
trasversali di informazione rivolti ai Responsabili Risorse Umane
affinchè sviluppino una maggiore sensibilità nel definire le prassi
aziendali (!) e la formazione a quelle risorse che rientrano sul posto
di lavoro dopo un periodo di assenza superiore ai 60 giorni.
Molti
di questi servizi, finanziati dalla Regione Lombardia, vengono erogati
non solo all’interno ma anche all’esterno del Consorzio, favorendone
l’interesse e la diffusione.

Carlo Invernizzi,
Direttore del Consorzio Lariano spiega che il progetto “Welfare
Famiglia-Lavoro”, grazie al supporto di Consolida, è stato approvato e
finanziato dalla Regione Lombardia. La sfida iniziale è stata quella di
coinvolgere i soci e le aziende associate (80 aziende) e far capire loro
che si poteva collegare il business al miglioramento della qualità
della vita, sia dei dipendenti e che degli imprenditori.

Il
Progetto finanziato, di durata biennale, è articolato in cinque azioni
principalmente mirate all’assistenza dei figli dei dipendenti delle
aziende associate; ogni azione è rivolta a un gruppo di circa 15
bambini: il servizio doposcuola e pulmino (i bambini fanno i compiti
prima di tornare a casa e al loro rientro possono godere di qualche
momento di svago con i genitori); la copertura dei ponti scolastici
dalle 8:00 alle 18:00; una settimana di vacanze estive in strutture
alberghiere con accompagnamento; la Tata Volante! quando c’è un’urgenza e
non si sa che pesci pigliare ecco che arriva lei! (n.d.r.: fino a un
massimo di tre giorni, un po come la lampada magica, che lasciava
esprimere solo tre desideri…) e infine un fondo agevolazione accesso
ai servizi di conciliazione, che eroga circa 250 € l’anno come
contributo ai costi sostenuti a favore di figli minori o familiari non
autosufficienti. Il progetto è così piaciuto che si pensa di proseguire
anche oltre i 24 mesi finanziati dalla Regione grazie a degli sponsor
(fra cui BCC Cremeno).

Alessandra Carsana,
Presidente della Fondazione Pietro Carsana, porta la sua importante
testimonianza sulle buone pratiche atte a favorire la conciliazione, che
alla Fondazione sono nate già da anni: il lavoro da casa e il Piccolo
Nido Carsana, aperto sei anni fa per andare incontro alle esigenze delle
giovani mamme che lavorano in azienda; il nido (e il figlio) al fianco
del posto di lavoro favorisce un ambiente sereno, e porta all’azienda un
consistente ritorno in qualità, produttività ed eliminazione
dell’assenteismo.
Non solo, infatti il nido offre il suo importante
contributo sociale estendendo l’accoglienza anche agli altri bambini del
quartiere, fino a un massimo di 18 bambini, dai tre mesi ai tre anni.

Il secondo progetto della Fondazione Carsana,
in collaborazione con l’Università Cattolica e la Fondazione Crema,
denota un’apertura mentale e imprenditoriale davvero eccellente:
“Imparare a lavorare” è dedicato ai giovani dai 18 ai 30 anni che
desiderano accedere al mondo del Lavoro. Attraverso un percorso di
formazione professionale e di stage presso le aziende della Provincia di
Lecco (e limitrofe) i giovani vengono preparati sui loro diritti e
doveri, affiancati da un tutor e seguiti durante tutti i sei mesi per
affrontare qualsiasi difficoltà. A oggi la metà dei giovani che hanno
preso parte a questo progetto sono stati riconfermati e assunti
dall’azienda che li aveva ospitati.

Lo stage di sei mesi
è totalmente gratuito per l’azienda che accoglie il giovane, perchè la
Fondazione Pietro Carsana attribuisce al giovane un compenso in denaro
di 600 euro al mese e si assume l’onere della tutela assicurativa, in
partnership con la Provincia di Lecco.
(n.d.r.: sul sito
www.fondazionepietrocarsana.org/ è possibile accedere alla modulistica
per i giovani e per le aziende che vogliono aderire al progetto
“Imparare a lavorare”).

Il Prof. Egidio Riva,
dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che in apertura
lavori ha parlato dei “benefici delle politiche aziendali di
conciliazione”, ha concluso il suo intervento sottolineando che,
nonostante la Lombardia sia all’avanguardia nel sostegno al welfare, è
necessario che anche il pubblico faccia la propria parte nel sostenerlo
(ad esempio con il servizio pubblico all’infanzia che in alcuni paesi
non esiste), perchè le imprese hanno bisogno di una mano per diventare
portatrici di benessere e di risultati, non può ricadere tutto sulle
loro spalle.

Francesca Pasquini, Dirigente di
Eupolis Lombardia, ha portato i primi risultati della Roadmap
Conciliazione 2012-2013 spiegando che sono stati attribuiti 27 Milioni
di Euro a favore delle buone prassi in ambito conciliativo, con una
serie di piani che hanno visto approvati e finanziati 33 dei 66 progetti
presentati su tutto il territorio Lombardo.

fonte: www.leccoprovincia.it