SASSARI – Patto tra università sarde e assessorato regionale al lavoro sull’alta formazione in Sardegna. Venerdì 30 Marzo nell’aula magna dell’università di Sassari, l’incontro con i rettori dell’università di Sassari e di Cagliari, Attilio Mastino e Giovanni Melis, l’assessore regionale al lavoro Antonio Angelo Liori, il direttore regionale dell’assessorato al lavoro Massimo Temessi, il direttore generale Ial – Cisl Sardegna Antonio Ganadu, l’assessore al bilancio del comune di Sassari Nicola Sanna, il prorettore dell’universtià di Sassari Laura Manca.

Apre i lavori Attilio Mastino: «ringrazio l’assessore Liori per l’impegno speso in questa nuova iniziativa, con la firma di questo importante protocollo, il mondo della formazione in Sardegna è cambiato negli ultimi 6-7anni, grazie ai master and back, stiamo vivendo un periodo nuovo, ma cresce l’esigenza di un forte legame con il mondo delle imprese che non vuole solo limitarsi a dottorati, scuole di specializzazione e master». In Italia e in Sardegna è cresciuto il numero di coloro che non lavorano, né studiano. «Le lauree triennali non hanno avuto il successo sperato – dichiara il rettore dell’ateneo di Sassari, e sottolinea – Sono tante le difficoltà che incontra un giovane laureato nella ricerca di un posto di lavoro adeguato, dignitoso». Il tasso di occupazione dei laureati di 1° livello nell’isola è del 37%. Numeri preoccupanti acuiti da un contesto che subisce una grave crisi economica. Il protocollo sull’alta formazione rappresenta ora una sfida e un’opportunità per formare figure professionali di medio e alto livello, da mettere a servizio della comunità” afferma Mastino.

In un periodo di disagio economico e sociale, in cui la realtà sembra negare la speranza di un futuro migliore per tutti, le associazioni industriali del Nord Sardegna, in un rapporto paritario con l’università, hanno accettato di realizzare percorsi formativi più utili. Le imprese partecipano all’individuazione delle figure professionali di cui si ha maggiore bisogno, in collaborazione con l’università e con la confindustria. Il momento più delicato riguarda il periodo post formazione. L’università ha individuato nel settore del turismo e nelle politiche dell’accoglienza, i settori dove maggiori sono le esigenze di personale qualificato e dove è possibile attivare la formazione di nuove figure specializzate.

I corsi di alta formazione prenderanno il via a Sassari e a Olbia, in un periodo compreso tra ottobre 2012 e settembre 2013. Il 30 % delle ore complessive dei corsi sarà riservato allo studio dell’inglese. “L’ateneo ha un patrimonio di conoscenza che deve trasmettere alla collettività” – asserisce Giovanni Melis e spiega – «I giovani che usciranno dall’alta formazione dovranno conoscere bene i problemi del territorio». Secondo il rettore dell’università di Cagliari, la nostra regione può essere un punto di riferimento per l’area mediterranea, ospitando giovani provenienti dalle università estere con borse di studio. La parola chiave in quest’ottica è organizzare sinergie e scambi tra università e impresa locale ma anche nazionali ed estere.

E’ opinione di Nicola Sanna, assessore al bilancio del comune di Sassari che «c’è una domanda forte da parte degli enti locali di figure altamente qualificate» – e specifica – «la società sarda comincia a essere sempre più multitetnica, nasce così l’esigenza della conoscenza dei popoli, solo così si abbatte la paura del nuovo e del diverso». Attenzione dunque alla formazione continua e a favorire i contatti con l’estero incrementando la conoscenza e gli scambi culturali.

Il direttore generale di Ial – Cisl Sardegna chiarisce «La nostra vocazione è la formazione dei lavoratori, siamo attenti a misurare la nostra capacità di rimanere nel mercato» e attacca ”«purtroppo la Sardegna soffre della stagionalità nel settore Alberghiero e difficilmente le imprese sarde accolgono favorevolmente figure professionali altamente qualificate, preferendo al contrario basse qualifiche, meno remunerate». Per Antonio Angelo Liori, il campo dell’alta formazione è nuovo e inesplorato, ma è anche un’iniziativa molto positiva che è finalizzata alla stabilizzazione dei giovani all’interno delle imprese, che avranno contributi dalla regione per attivare programmi di inserimento lavorativo e conseguente assunzione. Ottime premesse per sconfiggere la disoccupazione e rilanciare l’economia regionale, in una cooperazione tra università e aziende.

Fonte: www.alguer.it