CAGLIARI. Per farsi perdonare quel disastroso blitz notturno sulle onorevoli indennità che ha scatenato le ire dagli anticasta, ieri il Consiglio regionale ha accolto a tempo di record la richiesta dei sindacati ed ha approvato la legge che stanzia 32 milioni e mezzo di euro per 13 mila cassintegrati in deroga e 7 mila lavoratori in mobilità. Senza questo intervento, 20 mila famiglia sarebbero rimaste senza ammortizzatori sociali.

Nell’aula di via Roma c’è stata una dura battaglia politica, soprattutto su come trovare i fondi necessari. Il centrodestra ha trovato un accordo al proprio interno e ha anche gettato acqua sul fuoco dello scontro tra il presidente della giunta e il Psd’Az. La maggioranza è così riuscita a rimanere compatta nel voto sulla legge e nel bocciare subito dopo un ordine del giorno di censura presentato dalle opposizioni contro Ugo Cappellacci.

Eppure la giornata non era iniziata sotto i migliori auspici per il centrodestra. Il capogruppo del Psd’Az, Giacomo Sanna, di prima mattina ha infatti confermato che i sardisti non avrebbero partecipato al vertice convocato dal presidente per le 15. Stop ai rapporti, ha spiegato Sanna, sino a quando non ci sarà «una verifica politica e programmatica degli accordi che nel 2009 hanno convinto il Psd’Az a entrare nell’alleanza guidata da Cappellacci».

Alle 15 il vertice si è svolto regolarmente, ma chi, nelle opposizioni, si aspettava lo strappo definitivo tra Cappellacci e i sardisti è rimasto deluso. A fine riunione, infatti, il presidente ha accolto la richiesta di dialogo con il Psd’Az per «verificare e aggiornare» quegli accordi. Non solo, Cappellacci, prendendo spunto dall’esito di uno dei referendum del 6 maggio, ha rilanciato la richiesta sardista di convocare subito l’assemblea costituente per fare le riforme.

Nel vertice a Villa Devoto, il centrodestra ha anche trovato l’accordo sulla copertura finanziaria della legge sugli ammortizzatori sociali. La giunta, nel proporre il testo all’aula, aveva fatto riferimento a capitoli di bilancio sulle politiche del lavoro e, per la parte non immediatamente utilizzabile,sugli stanziamenti del Master & Back. La maggioranza ha invece deciso di ricorrere al capitolo delle nuove entrate finanziarie.

Alle 18 la seduta del Consiglio regionale è iniziata per il centrodestra in un clima più sereno. Sul «no» all’utilizzo dei fondi del Master &Back e degli altri progetti per il lavoro si sono scatenate le opposizioni (chiarendo di aver consentito la procedura d’urgenza per accogliere la richiesta dei sindacati) con Giampaolo Diana, Chicco Porcu e Gian Valerio Sanna (Pd), Luciano Uras e Carlo Sechi (Sel), Ben Amara (Pdci), Claudia Zuncheddu (Indipendentistas), Roberto Capelli (Api) e Mario Diana (Sardegna domani) hanno duramente contestato la giunta Cappellacci, chiedendo che venissero invece usati fondi statali. Critici anche Carlo Sanjust e Alberto Randazzo (Pdl). È stato il capogruppo del Pdl, Pietro Pittalis, a chiarire che il capitolo di bilancio era stato cambiato. Nel voto le opposizioni si sono astenute ( e la maggioreanza è stata compatta.

 

Fonte: www.lanuovasardegna.it