PORTO TORRES. Rinviato a data da destinarsi l’incontro previsto per ieri a Cagliari, nella sede dell’assessorato all’Industria, convocato per la firma del protocollo che consentirà l’erogazione di un contributo (sotto forma di partecipazione ai corsi di riqualificazione professionale) ai lavoratori dell’indotto in cassa integrazione. Un contributo che interessa non meno di duecento lavoratori impiegati fino allo scorso anno soprattutto nelle manutenzioni dell’impianto petrolchimico. Un incontro atteso da settimane e che è slittato a causa della mancata integrazione di un documento da parte della Regione Sardegna senza il quale non può essere avviata la procedura che consentirà a un’agenzia regionale (l’ex Insar) di organizzare i corsi di formazione e riqualificazione professionale.

Ma questo rinvio rischia di far salire ulteriormente la tensione fra i lavoratori dell’indotto che potrebbe coinvolgere l’intero comparto industriale ed energetico. Una tensione che i dirigenti delle organizzazioni sindacali hanno avvertito nelle scorse settimane quando sono stati apertamente criticati dai lavoratori.

La “colpa” delle organizzazioni sindacali sarebbe quella di non aver fatto tutto il possibile per sbloccare la situazione che si è fatta sempre più critica anche a causa dei ritardi con i quali vengono erogati gli assegni della cassa integrazione. Da parte dei lavoratori c’è un plateale senso di sfiducia nei confronti dei rappresentanti sindacali ai quali viene anche contestato un atteggiamento troppo morbido nei confronti delle aziende.

Una situazione che un po’ tutti i sindacalisti (sia dei metalmeccanici sia di elettrici e chimici) vivono con disagio, anche perché conoscono perfettamente i problemi che quotidianamente devono affrontare i cassintegrati, con un assegno che supera di poco gli 800 euro. E il timore di non riuscire più a governare gli umori, la rabbia e la disperazione della base si fa sempre più insistente.

Fonte: www.lanuovasardegna.it